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Solo la matematica non è un'opinione?

  • 7 lug 2015
  • Tempo di lettura: 3 min

Visioni divergenti

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 Art. 19:

“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”


Questo breve concentrato di libertà basterebbe per chiudere il discorso, ci potremmo fermare qui e preparare un toast al formaggio.

Tutte le democrazie del pianeta Terra considerano la libertà d’espressione e di opinione le basi di una moderna società, culturalmente ricca e votata allo sviluppo. Non fanno testo, per ovvi motivi, le dittature celate o palesi ancora presenti nel mondo ne tantomeno le finte democrazie disseminate ovunque per placare animi focosi. Ma per tutti gli altri sì.

E’ così anche se ogni nazione può legiferare a proprio piacimento, può apportare delle modifiche ad alcuni aspetti del concetto di partenza; un po’ come una macchina modello base dove ciascuno, in base alle proprie disponibilità o esigenze, può aggiungere degli optionals. Naturalmente se prediamo in esame alcuni Stati, per esempio il nostro, le disponibilità non sono certo fattori decisionali o rilevanti, ma piuttosto entrano in gioco le esigenze... per esempio l’esigenza di non voler essere disturbati dalla stampa, o da una parte di essa (fine della polemica politica).


Pensiero secondo i sofisti risalente al V sec a.C. circa:

“Non solo non esiste una verità assolutamente valida, ma l'unico metro di valutazione diviene l'individuo: per ciascuno è vera solamente la propria percezione soggettiva.”


Letto questo dettato filosofico, in nome della propria verità soggettiva, qualcuno potrebbe iniziare a fare o dire cose senza senso (che è del tutto permesso); oppure, brandendo il significato di relatività, potrebbe sentirsi legittimato all’utilizzo di forme espressive e comportamentali prive di regole (che non è del tutto permesso).


Perciò poniamoci ora questa domanda:

Ma cosa è veramente un opinione?

E’ un concetto? Un’idea? E’ un pensiero?

L’opinione è un giudizio interpretativo personale, non assoluto, reversibile, che si ha nei riguardi di una persona, di una cosa o di una determinata condizione.

E’ un approccio, spesso il primo approccio, verso uno di questi fattori appena citati.

Ma allora è discutibile?

Sì, anzi no. Forse. E’ discutibile in parte. E’ discutibile sempre, ma a condizione che venga rispettata la libertà di concepire un ragionamento differente dal nostro.

In questo caso si parla di confronto d’opinioni, che è quella situazione molto utile all’essere umano per poter progredire ed emergere dal suo stato d’isolamento ideologico.


Marcel Proust asseriva questo:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.”


Possiamo tranquillamente ammettere che le opinioni e la loro infinita contrapposizione rappresentano il vero valore dell’essere umano. Ciò che ci distingue da ogni altra forma di vita.

La diversità ed il confronto intellettuale sono assieme il fulcro dell’evoluzione. Senza dialogo non esisterebbe lo sviluppo. E lo sviluppo si ha quando si mettono in discussione le certezze che fino a quel momento si avevano. Quindi la regola base del successo, successo inteso non come forma di supremazia economica, ma come equilibrio tra gli individui è: siate pronti ad accogliere le opinioni altrui senza pregiudizi e nel contempo siate disponibili a rivedere le vostre convinzioni senza paura dei pregiudizi.


Di sicuro, ora sarete arrivati alla conclusione che... solo la matematica non è un’opinione. Forse.


 
 
 

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